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Moroni vs Ammaniti

Mi sono dato al romanzo italiano, dottori. Complice il fatto che, in questi ultimi mesi, sono usciti due libri interessanti:

Perduto per sempreIl libro di Moroni, che, nel contempo, è anche uno dei b*****r più interessanti del panorama italiano, è il racconto in prima persona della vita di Luigi Steiner, dai sette anni al vero ingresso nell’età adulta, descritto con fine capacità di analisi psicologica, preziosissima nella sua profondità. Un padre stronzo e una madre sottomessa, un cinismo e l’inazione dovuta al troppo analizzare. Anche se la profondità dei sentimenti espressi potrebbe farlo pensare, NON è un romanzo autobiografico.

Come Dio comandaIl libro di Ammaniti, invece, pur atteso con trepidazione dopo il successo di Io non ho paura e accompagnato da un marketing che l’ha posizionato subito tra i best sellers, è abbastanza deludente. A partire dal soggetto, che coinvolge la solita storia di rapporti padre e figlio con lo sfondo della vita della media cittadina agraria. Tutto si svolge in un ristretto arco di tempo, culminante in una grande tempesta notturna, dove tutto si lava, si sporca e si confonde. Scritto molto bene, ma non all’altezza dei precedenti.

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