{"id":116,"date":"2004-04-11T00:30:01","date_gmt":"2004-04-11T00:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/archive.zucklog.net\/?p=116"},"modified":"2004-04-11T00:30:01","modified_gmt":"2004-04-11T00:30:01","slug":"the-rolling-stones","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/archive.zucklog.net\/?p=116","title":{"rendered":"The Rolling Stones (&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><b>The Rolling Stones (1966-1967)<\/b><br \/>\nIl 15 Aprile 1966 esce <b>Aftermath<\/b>, il primo long playing dei Rolling stones interamente firmato Jagger &#8211; Richard.<br \/>\n<img decoding=\"async\" align=\"right\" src=\"http:\/\/utenti.lycos.it\/zucksite\/img\/a.jpeg\" heigth=\"200\" width=\"200\"><br \/>\n Le pietre rotolanti<br \/>\n sono un gruppo che, dopo aver iniziato come cover band di standard di blues e rock&#8217;n&#8217;roll (<i>Come on<\/i>, <i>Not fade away<\/i>, <i>It&#8217;s all over now<\/i>,<br \/>\n <i>Time is on my side<\/i>, <i>Little red rooster<\/i>) ha inanellato una serie di singoli strepitosi quali <i>The last time<\/i>, <i>Satisfaction<\/i>,<br \/>\n<i>Get off of my clouds<\/i>, <i>19th nervous breakdown<\/i>, <i>Paint it, black<\/i> scritti tutti dalla coppia.<br \/> Ma il 1966 \u00c3\u00a8 l&#8217;anno in cui comincia ad<br \/>\naffermarsi il long playing come mezzo preferito di espressione per i gruppi pop-rock e Aftermath \u00c3\u00a8 il loro primo vero ellep\u00c3\u00ac<br \/>\ndopo una serie di 33 giri che erano, pi\u00c3\u00b9 che altro, collane di singoli completati da rifacimenti di standard blues e dai primi esperimenti<br \/>\ndi scrittura della coppia. Aftermath \u00c3\u00a8 un disco in cui l&#8217;energia dei singoli e la ruvidezza degli album precedenti viene armonizzata e stemperata<br \/>\nin un suono pi\u00c3\u00b9 pulito, dalle aperture pop, che ha il suo apice creativo in <i>Lady Jane<\/i>. Il blues non \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 anfetaminico, veloce, urlato,<br \/>\nanzi viene dilatato in esperimenti che vanno fino agli 11 minuti di <i>Goin&#8217; home<\/i>. La scrittura si fa pi\u00c3\u00b9 ironica (<i>Mothers little helper<\/i>),<br \/>\npi\u00c3\u00b9 allusiva (<i>Lady Jane<\/i>), senza per\u00c3\u00b2 rinunciare al maschilismo che tanto aveva caratterizzato l&#8217;immagine di successo del gruppo<br \/>\n(<i>Under my thumb<\/i>, <i>Out of time<\/i>, <i>Stupid girl<\/i>). Aftermath \u00c3\u00a8 sicuramente opera atipica per i Rolling Stones, ma pienamente riuscita.<br \/>\n<img decoding=\"async\" align=\"right\" src=\"http:\/\/utenti.lycos.it\/zucksite\/img\/btb.jpeg\" heigth=\"200\" width=\"200\"> Il<br \/>\nsuccessivo <b>Between the buttons<\/b> prosegue sulla stessa scia, incrementando la dose di pop e ironia, virando verso un vaudeville, fatto di marcette<br \/>\ne scarse puntate nel rock&#8217;n&#8217;roll. Nulla \u00c3\u00a8 la presenza del blues, che sembra essere stato abbandonato dal quintetto. Jagger cerca di essere<br \/>\npi\u00c3\u00b9 ricercato nei testi, mentre Richard pare disinteressarsi del gruppo, perso nelle prime sperimentazioni delle droghe e lontano dai<br \/>\nconcerti, linfa dei rockers. Le uniche gemme sono su un singolo, non incluse nel long playing, facciata A: <i>Let&#8217;s spend the night together<\/i>.<br \/>\nFacciata B: <i>Ruby Tuesday<\/i>. In pi\u00c3\u00b9, altre vicissitudini distraggono il gruppo: il 12 Febbraio 1967 la polizia fa irruzione nella villa di Keith<br \/>\ne lo arresta insieme a Jagger, il fotografo Michael Cooper e una poco vestita Marianne Faithfull. I nostri sono in pieno viaggio da LSD<br \/>\naccompagnato dalle note di Blonde on blonde e finiscono in carcere per quarantottore per possesso di droga. Vengono incriminati e subito<br \/>\nrilasciati, ma la compagna di stampa e dei colleghi musicisti (gli Who incisero alcune cover di loro canzoni per solidariet\u00c3\u00a0) a loro favore<br \/>\ne il rinvigorimento della fama di dannati sembra dare la scintilla per la ripresa della band. E invece i problemi non risiedono nella vita non<br \/>\nirreprensibile dei suoi componenti, ma nelle tensioni interne derivate dal raggiungimento della formula giusta per il successo della band.<br \/>\nIl sacrificato \u00c3\u00a8 Brian Jones, nei primi anni il leader intelettuale della band, che si sente escluso dal corso che hanno preso gli<br \/>\neventi: il front man \u00c3\u00a8 indubbiamente Mick Jagger e il leader &#8216;nascosto&#8217;, l&#8217;indicatore della linea musicale \u00c3\u00a8 Keith Richard. Il piccolo biondo<br \/>\nsi \u00c3\u00a8 ritagliato un ruolo di sperimentatore, di cesellatore, di polistrumentista esotico (sitar in Paint it, black, dulcimer in Lady Jane e poi<br \/>\nmellotron, sassofono etc&#8230;) importante ma non soddisfacente per l&#8217;ego di Brian Jones, che si rifugia in droghe, alcool e fantasie auto-annichilenti.<br \/>\nIl lavoro della band, con un elemento che fa le bizze, si impantana in sovraincisioni per supplire alla carenza di uno strumentista. Jagger<br \/>\ncrede di essere Shelley, il 67 della psichedelia \u00c3\u00a8 in piena esplosione, i Beatles incidono Sgt Peppers e i Rolling stones <b>Their satanic<br \/>\nmajesties request<\/b>.<br \/>\n<img decoding=\"async\" align=\"right\" src=\"http:\/\/utenti.lycos.it\/zucksite\/img\/tsmr.jpeg\" heigth=\"200\" width=\"200\"> Il confronto tra i due ellepi \u00c3\u00a8<br \/>\navvilente per i cinque londinesi, ma non tutto nel disco pretenzioso, tronfio e inconcludente<br \/>\n\u00c3\u00a8 da buttare. Innanzitutto <i>2000 light years from home<\/i> e <i>She&#8217;s a rainbow<\/i>, due belle canzoni pop, impreziosite da arrangiamenti inusuali e<br \/>\nperfettamente calate nell&#8217;atmosfera psichedelia che nello stesso disco viene svilita dall&#8217;assenza di pathos nel gruppo. Poi il singolo <i>We love you<\/i><br \/>\ncon facciata b <i>Dandelion<\/i>, il valore di specchio distorto di una anno incredibile della storia della musica pop e infine l&#8217;unica canzone<br \/>\nscritta e cantata da Bill Wyman (Emulo di Richard Starkey?) <i>In another land<\/i>. Ci\u00c3\u00b2 non toglie che non si riesca mai ad ascoltare il disco<br \/>\nper intero, mentre per Between the buttons la cosa riesce per la leggerezza  delle canzonette in esso contenute.<br \/> Alla fine del 1967 i Rolling<br \/>\nStones sembrano aver perso tutta la loro energia, il treno della moda psichedelica lo hanno perso per incompatibilit\u00c3\u00a0, uno dei loro leader \u00c3\u00a8<br \/>\nperso in crisi psicologiche, gli altri sono sempre sull&#8217;orlo di essere arrestati, quale futuro li aspetta?<br \/>\nLi aspettano Jimmy Miller, Jumpin&#8217; Jack flash e Beggars banquet, dottori.<\/p>\n<p><i> Questo post \u00c3\u00a8 per i peruviani di <a href=\"http:\/\/shadowsandlights.splinder.it\">Solitaire<\/a> e per le curiosit\u00c3\u00a0 di <a href=\"http:\/\/sadnessaftersex.splinder.it\">atrocityexibition<\/a><\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Rolling Stones (1966-1967) Il 15 Aprile 1966 esce Aftermath, il primo long playing dei Rolling stones interamente firmato Jagger &#8211; Richard. 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