{"id":101,"date":"2004-02-23T22:26:01","date_gmt":"2004-02-23T22:26:01","guid":{"rendered":"http:\/\/archive.zucklog.net\/?p=101"},"modified":"2004-02-23T22:26:01","modified_gmt":"2004-02-23T22:26:01","slug":"ieri-sera-all-audi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/archive.zucklog.net\/?p=101","title":{"rendered":"Ieri sera, all&#8217; audi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Ieri sera, all&#8217; auditorium di Milano, <a href=\"http:\/\/www.nick-cave.com\/\">Nick Cave<\/a> si \u00c3\u00a8 esibito in una solo performance.<br \/>Accompagnato da una band composta da bassista, batterista e maltrattatore di violino, vestito di un completo scuro con camicia bianca,<br \/>\nha fatto il suo ingresso e si \u00c3\u00a8 seduto al piano. E subito il quartetto ha preso possesso dell&#8217;anima dei presenti, accompagnandoli nel mondo dolente e poetico dei personaggi che popolano le canzoni\/poesie dell&#8217;australiano. <br \/>\nPensavo che l&#8217;assenza dei Bad Seeds avrebbe tolto una certa dose di energia alle canzoni di Cave, invece, in una esecuzione pi\u00c3\u00b9 scarna e nell&#8217;atmosfera raccolta dell&#8217;auditorium,<br \/>\nla drammaticit\u00c3\u00a0 e il sentimento di The mercy seat, Hallelujah, Darker with the day, The ship song, Dolphins, God is in the house sono esplose in tutta la loro bellezza.<br \/>\nCave \u00c3\u00a8 magro, alto, si agita sui tasti del pianoforte, urla, si alza, si risiede, sembra un pochino costretto dal fatto di non potere abbandonare il piano.<br \/>\nTrova un degno compare nello scatenato violinista, Warren Ellis, che maltratta il suo strumento, ne tira fuori note ruvidissime e assoli morbissimi, lo usa come una chitarra,<br \/>\nsfutta l&#8217;effetto Larsen per sottolineare i momenti pi\u00c3\u00b9 duri, si contorce trascinato dai crescendo e si rannicchia su se stesso nei momenti in cui il suo strumento non \u00c3\u00a8 necessario, quasi a caricarsi come una molla, per poi esplodere trascinando con s\u00c3\u00a8 tutto il teatro.<br \/>\nL&#8217;impertubabile bassista Martyn P.Casey e il granitico batterista Thomas Wydler completano un gruppo che, alla prova di un auditorium dalla acustica perfetta, ha dimostrato tutta la sua classe.<br \/>\nUna menzione particolare, a mio parere, meritano le versioni di Do you love me? dolce e dolente, e di Henry Lee scatenata e distruttiva quanto nella sua versione di studio \u00c3\u00a8 ballata cantilenante.<br \/>\nNei bis, alla richiesta di Into my arms fatta da una ragazza che, con trasporto, ne ha cantato la prima strofa, Cave ha concesso a lei il microfono, salvo poi scroprire che la ragazza, pur ben intonata,<br \/>\nsapeva solo quella strofa.<br \/>Devo ammettere che un po&#8217; di delusione ha percorso l&#8217;animo di zuck e della smilza, perch\u00c3\u00a9, francamente, speravamo di sentire quella magnifica poesia dalla voce di Nick.<br \/>\nCome deluso \u00c3\u00a8 stato tutto il pubblico, quando il concerto \u00c3\u00a8 finito: la bellezza dell&#8217;evento invogliava a sentire ancora tante canzoni (As I sat sadly by her side, Red right hand, Are you the one I&#8217;ve been waiting for?, Straight to you mancano alla mia personale track list),<br \/>\na perpetuare quei momenti che tutti hanno apprezzato.<\/p>\n<p>Oltre all&#8217;opinione di zuck, potete farvi un&#8217;idea della performance con il resoconto di <a href=\"http:\/\/emanuelazini.splinder.it\/1077539454\">Emanuela<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri sera, all&#8217; auditorium di Milano, Nick Cave si \u00c3\u00a8 esibito in una solo performance.Accompagnato da una band composta da bassista, batterista e maltrattatore di violino, vestito di un completo scuro con camicia bianca, ha fatto il suo ingresso e si \u00c3\u00a8 seduto al piano. 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