Sogni di sesso e stage diving

Sogni di sesso e stage divingElfish, protagonista di Sogni di sesso e stage diving di Martin Millar, è una squatter londinese egoista (S-Elfish?) e lercissima.
Per ottenere di poter chiamare il proprio gruppo musicale Queen Mab deve imparare a memoria e recitare davanti ad una  folta platea il monologo scespiriano della Regina Mab da Romeo e Giulietta. Per raggiungere i suoi scopi Elfish mente, ruba, inganna e sfrutta i sogni frustrati dei componenti del sottobosco suburbano che le ruota attorno. Ma, magicamente, ogni cattiva azione della ragazza si tramuta in un beneficio per chi la subisce. E così, si arriva alla fatidica sera del monologo.
Che, cari i miei venticinque dottori, non vi rivelerò se andrà a buon fine.
Vi basti sapere che, se vi piacciono le fiabe con protagonisti che non si lavano (Shrek?), si ubriacano e fanno sesso in configurazioni variabili (?), questo è il romanzo che fa per voi.
Se, come il vostro qui presente, siete un pochino cresciuti per le favole e siete una punta schizzinosi, non fatevi ingannare dallo strillo di copertina che riporta una frase di nientepopodimenoché Jonathan Coe.

Dies Irae

Dies Irae di Giuseppe Genna è un romanzo fiume che descrive l’italia degli ultimi veCopertina Dies Iraenticinque anni attraverso le storie intrecciate di Paola, una squatter dai traumi irrisolti, Monica, una figlia di papà e moglie di dirigente Mediaset e dello stesso Genna, che si descrive come uno squinternato che passa da  occupare abusivamente un appartamento a essere in missione per i servizi segreti.
La prima parte. che descrive la tragedia di Vermicino come punto di partenza dell’Italia attuale è veramente tesa e agghiacciante. Ma, purtroppo, superate le trecento pagine (di settecento e più che lo compongono), il romanzo diventa noioso e ritrito. L’idea di fare uno spaghetti Underworld non era peregrina, ma Genna non pare possedere le qualità di De Lillo. Il complotto che regge tutta la trama lo si capisce dopo le prime cento pagine ed il resto…
Il resto, per il mio modesto parere, dottori, è stato un saltare paragrafi per arrivare alle fine.
Inoltre, la storia è inframezzata da capitoli di un ipotetico romanzo di fantascienza che Genna dice di aver scritto durante tutti questi venticinque anni e che non pubblicherà mai.
Beh, non ne sentirò la mancanza.

Grazie a Poldo che mi ha prestato il libro.

Rock trip

Rock trip (Powder) è un romanzo di Kevin Sampson, giornalista freelance ed ex manager di indie band (The Farm).copljc
Proprio per questo la storia dell’ascesa e caduta del gruppo rock The Grams è resa con vivida precisione.
Il libro narra, appunto, la storia della formazione composta da Keva, cantante e leader, da James Love, pseudonimo quanto mai azzeccato del chitarrista, dal batterista Beano e dal bassista Tony Snow, amici inseparabili, del loro manager Wheezer e del loro produttore Guy deBurret.
Sesso, droga e Rock’n’roll, ma non solo, anche paranoie, paura di invecchiare, idealismo e voglia di mollare tutto. Una buona lettura, non molto impegnativa, che illustra con veridicità cosa può agitarsi nella mente, nei pantaloni e su per le narici di un gruppo di ragazzi lanciati verso la fama.
La prima parte è coinvolgente nel suo tratteggiare tutti i personaggi, mentre la seconda mi è sembrata un po’ tirata per i capelli. In definitiva, come la band di cui descrive la parabola, il libro inizia con le premesse per fare il botto e poi fa un mezzo flop.

Belin, che legère!

Dottori, ieri sera alle 18 c’era la presentazione di ‘Hanno ucciso Bocca di rosa‘, romanzo a tre mani scritto da una posse che si è autobattezzata ‘Le Legère’. Il romanzo, edito da Chinaski Edizioni, è una feroce satira che prende spunto dagli stilemi (i carruggi, il pesto, il mare, il genoa, DeAndrè, le prostitute) consolidati della scuola genovese del giallo, entità nata negli ultimi anni attorno ad un gruppo di giallisti ed editori della nostra città.
Ma la satira, dottori miei, coinvolge tutta la città ed il suo ostinato guardarsi l’ombelico, intanto qui ci sono i più grandi cantautori, i più grandi comici, la squadra più antica d’Italia e il pesto, poi, e la focaccia. e persino lo stoccafisso!Hanno ucciso Bocca di Rosa
La presentazione è stata esilarante con i tre autori che interpretavano i tre protagonisti del libro, leggendone diversi brani in prima persona, intervallati da un chitarrista (di cui il vostro Zuck non ricorda colpevolmente il nome) che proponeva dolenti pezzi di De André.
Il libro narra le vicende di tre genovesi che vengono coinvolti nell’omicidio di una prostituta (da qui il titolo):
Fabrizio Sciaccaluga è il tipico genovese fiero della sua città: accento strascicato, fede genoana incrollabile, divoratore di focaccia, comunista e colpito da irrefrenabile saudade appena passa il Turchino.
Giobatta Perasso è il suo amico, ma è l’opposto di lui. Odia la città e vorrebbe bruciarla tutta. Odia soprattutto questo nuovo orgoglio di essere Genovesi che si manifesta con le magliette con le scritte in dialetto (lui ne porta equivalenti con scritto Fuck Luigi Ferraris) e i long drinks al basilico serviti nei locali più ‘in’.
Antonio Gramsci Parodi, nonostante il nome, è un figlio di emigrati e fascista. Anche mezzo camorrista e sampdoriano (che le cose siano legate, dottori?). Esegue regolamenti di conti per il suo boss e ha un passato oscuro da cui fuggire.
I tre si trovano incolpati dell’omicidio della prostituta ‘Bocca di Rosa’ e dovranno togliersi da questo guaio, scoprendo la verità in un crescendo tarantiniano di sangue e sarcasmo.
Il vostro caro Zuck, come potete immaginare, si è divertito assai alla presentazione, ed ha comprato il libro, che leggerà quanto prima. Speriamo solo che mantenga quello che promette nelle prime pagine, dove ci sono le presentazioni dei tre personaggi, che sono esilaranti.
Consigliato a tutti gli appassionati di gialli genovesi e a tutti i foresti che vogliano tentare di capire la nostra mentalità.
Perché, in fondo, noi zeneizi siamo un po’ tutti delle legére.

Riverworld – Il mondo del fiume

Su Raidue stasera c’è un film per la TV che si ispira al mitico ciclo del fiume di Philip José Farmer. Spegnete la tv e comprate i libri.

Sopratutto il primo libro del ciclo, Il fiume della vita è veramente un notevole esempio della fulminante fantasia dell’autore.

Beh, dottori, in effetti il sito della casa editrice nord dice che i volumi sono tutti esauriti…

…se volete ve li presto.

Presentazione del libro Racconti Rossoblù

Alle ore 18, Zuck, Fedele Cane e Spazzolo si sono recati alla presentazione del libro di racconti rossoblù che contiene quella perla di racconto scritto dal vostro beneamato. Essendo una presentazione di genoani, la cosa ha preso subito quella piega di vittimismo e autocompatimento che solo il vero tifoso rossoblu riesce a ottenere. Non vi nascondo, dottori, che questa cosa fa sempre andare su tutte le furie l’arcinoto Fedele Cane, sostenitore di un tifo più rivolto verso il futuro che verso il rimpianto per le glorie pregresse e il lamento per le sfighe passate.

Il presentatore Cesare Viazzi, introdotto da uno dei Frilli, ha spiegato il perché della sua ‘particolare’ introduzione. Che nessuno dei presenti aveva letto, tranne forse il Frilli, perché il libro deve ancora uscire e le uniche copie (4) erano quelle sulla scrivania dei conduttori. Quindi l’atmosfera era un po’ particolare: gli scrittori presenti conoscevano solo il racconto che avevano presentato, i semplici spettatori nemmeno quello. In totale i racconti presenti sono 38, ma gli autori che, su sollecitazione dei moderarori hanno avuto voglia di dire qualcosa sono stati quattro, e loro, purtroppo, hanno potuto solo parlare del loro scritto, non avendo avuto modo di leggere gli altri. I cinefili avranno avuto modo di apprezzare un breve intervento di Claudio G Fava, da sempre tifoso genoano.

E Zuck, direte voi, cari miei dottori? E Zuck se ne è stato quieto quieto, non ha detto niente. Perché? Quelli che mi hanno in cura da più tempo dovrebbero saperlo, il motivo per cui il vostro beneamato non ha potuto prendere in mano il microfono e dire tutto quello che ha da dire sulla vicenda.

Pubblicato !!!

Come vi avevo anticipato, un racconto del vostro beneamato Zuck è stato pubblicato.

Prima che qualcuno di voi dottori si metta a pensare di avere a che fare con il nuovo Hemingway, vi dico subito che il racconto è stato selezionato, insieme a tanti altri, tra i molti che hanno partecipato ad una iniziativa indetta dalla casa editrice Fratelli Frilli. Il tema del concorso era “Racconti rossoblù” e domani ci sarà la presentazione alla FNAC di Genova alle ore 18.

Dottori, comprate e leggete questo libro, e tentate di capire qual è il racconto scritto dal vostro eroe, anche perché l’ha firmato con lo pseudonimo con il quale si aggira furtivo in quella che molti pensano sia la vita reale (naturalmente il dottor Poldo è escluso dal giochino).

Un grazie a Fedele Cane per essersi fatto correggere e a Spazzolo per i consigli a tarda ora.

Dick e Blade Runner

Dottori, non vi pare che Blade runner sia un grande film, ma per niente ‘Dickiano’? E che, per assurdo, l’unica cosa veramente alla Dick sia il finale della prima versione (il ‘lieto fine’) che porta uno stacco netto nella trama, cosa che Dick faceva molto spesso. La bellezza del film, le atmosfere alla noir proiettate nel futuro, sono estranee al romanzo ‘Cacciatore di androidi’.

Dai su, dottori, avviamo il dibattito.